Deraco – 21/10/17 – Brescia

Eight Songs for a Drag Queen (Prima Italiana)
Minimumdrama for solo Counter-Tenor-Trombone con ogni sorte di Stromenti

SABATO 21 OTTOBRE 2017 ore 17
Mo.Ca. Makers Hub
Via Moretto, 78, 25121 Brescia BS

John Palladino, Librettist
Girolamo Deraco, Composer
David Whitwell, Countertenor and Trombone
with Dèdalo Ensemble
Vittorio Parisi, Conductor

 

Note al brano

Eight Songs for a Drag Queen, nasce come omaggio al grande maestro inglese Sir Peter Maxwell Davies ed al suo famoso brano Eight Songs for a Mad King. Una frase della quinta canzone The Phantom Queen ha dato il “La” per creare il concept finale di Eight Songs for a Drag Queen.

La frase in questione è questa:

They say some other woman is your wife, but the Queen’s name is Esther, Esther.

Così Esther si caratterizza in una Drag Queen, da cui poi nasce il titolo omaggio.

L’opera si sviluppa principalmente sull’idea della canzone/song di “intrattenimento”. Canzone che attraverso i mutamenti avvenuti nella storia, arriva ai nostri giorni nelle più varie e disparate forme. Le song vengono così reinterpretate, fondendosi con alcuni canoni della musica contemporanea, all’interno di un minimodramma senza tempo che ci ricollega alla pratica della Drag Queen. Cioè di uomini che si vestono come donne senza motivazione sessuale ma legata all’idea di gender. Infatti l’acronimo di Drag è Dressed Resembling A Girl e si usava al tempo di Shakespeare per gli attori che impersonificavano le figure di donne, donne alle quali era vietato salire sul palcoscenico. Come risultato, ogni canzone porta in sè stilemi formali riconoscibili: il lied/tarantella, lo swing, la fuga, l’aria lirica italiana, il rock, il rap/dub-step, la song contemporanea, eccetera.

I testi visionari delle canzoni e degli intermezzi, scritti dall’attore cinematografico John Palladino, hanno creato l’opportunità di spaziare e viaggiare nel tempo senza dare una reale collocazione temporale. Unico punto di riferimento fisico è Little Italy a New York. Spazio non significa tempo.

Il sottotitolo Minimumdrama for solo Counter-Tenor-Trombone con ogni sorte di Stromenti chiarisce l’idea su come il brano è stato concepito. Infatti, è un’opera modulare che permette una esecuzione “aperta”. Si può eseguire in forma di concerto (inteso nel senso storico cioè: solista e orchestra/ensemble) o nella sua forma teatrale, ovvero operistica. La sua modularità permette di essere eseguita in diverse formazioni. Quella minima è così fatta: un controtenore che è anche trombonista (cosa molto rara ma che fortunatamente al musicista americano David Whitwell, con il quale è stato creato il concept del pezzo, riesce con grande maestria), o con un duo controtenore/trombone tenore.

Ai solisti si può aggiungere l’accompagnamento ad libitum. Storicamente con ogni sorte di Stromenti significava che il compositore riarrangiava per l’occasione la musica a seconda degli strumenti che aveva a disposizione. Gli stessi strumenti saranno utilizzati nei sette piccoli intermezzi che compongono l’opera, intermezzi che possono essere eseguiti in modi diversi: suonati con il relativo testo recitato, solamente recitati o solamente suonati, ma anche non essere suonati o recitati.

Girolamo Deraco

 

Autore dell'articolo: Sconfinarte

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